Amazon Lightsail per la gestione VPS (virtual private server)
da Massimo Della Rovere · pubblicato il 12 dicembre, 2016 · modificato il 3 febbraio, 2017

L’ultimo re:Invent di Las Vegas dedicato agli Amazon Web Services ha portato tante novità, tutte molto interessanti, una di queste è la gestione di un VPS semplificato che permetterà di avviare un server privato con il software richiesto senza la necessità di avere delle conoscenze sistemistiche. Il nuovo servizio si chiama Amazon Lightsail e in questo articolo vi presenterò i passi necessari per incominciare ad utilizzarlo.

Amazon Lightsail

Per iniziare ad usare questo servizio dobbiamo andare nella management console AWS e selezionare il servizio Lightsail che trovate nel gruppo denominato Compute. Vi verrà presentata una schermata un pochino diversa rispetto agli standard degli altri servizi, questo proprio perché il servizio è stato studiato per essere facile e intuitivo. Vi allego qui di seguito la schermata principale che dovrete usare per la prima configurazione.

Come potrete notare nella sezione di Help per avviare il nostro primo server privato dobbiamo selezionare un’immagine, scegliere un piano (potenza macchina e costo), dare un nome alla nostra configurazione e premere il tasto di “CREATE”. Anche se è tutto molto semplice vediamo più nel dettaglio le caratteristiche di ogni passo:

Immagine: in ambiente di cloud computing con questo termine si indica un’immagine binaria contente un sistema operativo e del software preinstallato che verrà utilizzato durante la configurazione e l’avvio di un server.  Troviamo diverse tipologie di immagini, quelle con solo sistema operativo e quello con OS + Applicazione. Al momento ci sono prodotti come WordPress, Magento, Joomla, Node.js, Drupal, etc etc.

Piano: al momento il servizio mette a disposizione dei piani da 5$ a 80$ in base alle caratteristiche del server che si vuole acquistare. Il servizio Lightsail è appena uscito e con molta probabilità saranno aggiunte altre tipologie di server nel prossimo futuro.

Nome istanza: una volta selezionate le informazioni indicate dobbiamo assegnare un nome alla nostra configurazione, dobbiamo specificare un nome univoco che non sarà più possibile cambiare, per farlo dovremmo ricreare una nuova configurazione.

Creazione istanza

Per provare il servizio di Lightsail e testare le performance generali della soluzione ho scelto un’immagine con WordPress e il piano da 10$ al mese con un server da 1GB di RAM, 30 GB SSD e 2TB di data transfer per confrontarlo con quello da 5$. Dopo aver indicato tutte le mie opzioni ho cliccato sul bottone “create” ed ho ottenuto questo:

Questa schermata è divisa in due sezioni, risorse e snapshot, nella prima troviamo le nostre istanze (server) e come vedremo in seguito anche i domini DNS che vogliamo gestire direttamente dal servizio, nella seconda sezione ci sono i snapshot che sono delle fotografie istantanee dei nostri server, possono essere utilizzate come backup e ripristino e/o come  immagini iniziali per far partire altri server privati.

Su ogni server in elenco possiamo vedere il nome associato, le caratteristiche tecniche, la regione geografica (Virginia), la zona di disponibilità (Zona A), lo stato del servizio (running) e l’indirizzo IP associato all’istanza in esecuzione. Se selezioniamo il menu indicato con i tre puntini verticali è possibile riavviare, fermare e/o cancellare il server o entrare nella configurazione delle risorse o connettersi al server tramite SSH.

Collegamento SSH

La prima operazione che vi consiglio è quella di eseguire subito una connessione SSH al nuovo server per controllare il suo funzionamento e nel nostro caso prendere anche la password con cui potremmo eseguire il login nel pannello admin di WordPress. Per eseguire la connessione scegliete l’opzione “connect” dal menu dell’istanza, non avete bisogno di nessun client l’operazione avviene tramite browser.

Una volta entrati nel server controlliamo con il comando ps -ax se tutti i processi che ci interessano sono attivi, come ad esempio apache, mysql e php. Se tutto è andato bene eseguite questo comando per prelevare la password di WordPress.

cat bitnami_application_password

NB: In questo esempio ho eseguito una connessione SSH standard che è anche la più semplice da implementare, però sappiate che possiamo anche utilizzare il nostro client preferito come putty o il sistema nativo di linux, per fare questo quando si crea il server dobbiamo selezionare un’opzione indicata come Change SSH Key Pair con la quale possiamo creare una nuova chiave o eseguire l’upload di una esistente.

Accedere a WordPress

Adesso che è tutto pronto non ci resta che eseguire il primo login sul nostro WordPress e controllare le caratteristiche della configurazione di base, come ad esempio i plugin installati, la lingua, il tema e tutte le caratteristiche da personalizzare. Come abbiamo visto nei capitoli precedenti su ogni istanza viene indicato l’indirizzi IP pubblico, quindi usiamo questo indirizzo con /wp-admin e proviamo ad eseguire il nostro primo login, dobbiamo usare come utente “user” e password quella presa nel capitolo precedente.

Questi sono i plugin che ho trovato già installati dopo il primo login, ovviamente siete liberi di cambiare le cose con la massima libertà, vi consiglio di tenere WP-Mail-SMTP che è già configurato per spedire le mail in ambiente di cloud computing. Adesso non vi resta che installare il vostro tema preferito e fare tutte le prove che volete.

http://indirizzo-ip/bitnami/index.html

Dato che il software è installato tramite bitnami, vi consiglio di leggere anche la pagina di documentazione che trovate sul vostro server richiamando la URL indicata.

Gestione DNS

Le operazioni che abbiamo eseguito fino a questo momento vanno bene per fare dei test generali ma se dobbiamo creare un’ambiente di produzione con molta probabilità ci serve un nome di dominio da associare alla nostra istanza. Per questo possiamo agire in diversi modi, ad esempio se gestiamo il dominio presso un’altro fornitore basta indicare nella configurazione DNS del fornitore l’associazione nome dominio e indirizzo IP che troviamo indicato nella schermata delle risorse. Se invece vogliamo gestire un DNS direttamente da Amazon Lightsail dobbiamo creare una Zona DNS.

Per fare questo basta selezionare dal menu “create other resources” la voce DNS Zone, indicare il nome di dominio che si vuole gestire e confermare la selezione. A questo punto vi dovreste trovare la nuova risorsa DNS nella pagina generale delle risorse.

Una volta create le zone DNS potete configurarle con delle entrate personalizzate ed associare domini e sottodomini a qualsiasi risorsa vogliate. Ricordatevi che se il DNS attuale è presso fornitore esterno dovete indicare i nuovi nameservers per essere sicuri che le entrate valide saranno quelle indicate nel servizio di Amazon Lightsail.

Snapshots

Sicuramente ognuno di noi ha nel tempo organizzato una sua procedura di backup con cui salvaguardarsi da eventuali problemi di perdita dati. Io vi consiglio di continuare ad utilizzare il vostro metodo con l’installazione di script sul nuovo server o l’installazione di plugin dedicati a questa funzione. Però sappiate che in VPS abbiamo una alternativa molto efficace e cosa importante velocissima, basta creare uno snapshot, cioè una fotografia totale del nostro server, non solo wordpress, joomla, magento, etc, ma tutto il database, le configurazioni di sistema e il sistema operativo stesso.

In questo esempio ho creato due snapshot uno per ogni server configurato, una volta che abbiamo lo snapshot possiamo usarlo per avviare una nuova istanza o cancellarlo, magari perché sorpassato da una nuova copia. Gli snapshot sono molto utili anche per fare delle prove con nuovi aggiornamento, ad esempio se abbiamo il nostro WordPress con tutti nostri plugin installati, il nostro tema personalizzato etc, cosa dobbiamo fare per provare tutto con una nuova versione di WP? In ambiente VPS è semplicissimo, basta creare una istanza partendo dallo snapshot ed ottengo un server identico a quello di produzione, faccio gli aggiornamenti del caso e controllo il funzionamento, tutto senza disturbare minimamente il server di produzione.

Indirizzi IP Statici

Come abbiamo visto nei capitoli precedenti, quando avviamo una istanza il sistema assegna un indirizzo IP pubblico che possiamo usare in un’entrata DNS per associare un nome di dominio. Il problema è che ogni volta che arrestiamo il server il servizio di Amazon Lightsail assegna un nuovo indirizzo IP alla macchina. Quindi siamo obbligati ad aggiornare il DNS ogni volta che questo succede. Per ovviare a questo problema basta richiedere un’indirizzo IP statico da associare all’istanza in modo permanente.

Per eseguire questa operazione basta selezionare il menu “create other resources” e scegliere l’opzione “Static IP”, vi verrà chiesto il nome dell’istanza che volete associare con questo nuovo indirizzo IP e il servizio provvederà ad eseguire la configurazione in modo del tutto automatico, non vi dovrete più preoccupare di questo problema :D

Le metriche

Molte volte avere uno storico di come viene utilizzato il nostro server ci può aiutare a capire se le caratteristiche del server scelto siano giuste per il nostro sito. Nel servizio di Amazon Lightsail è possibile entrare su ogni istanza e vedere dei grafici con cui analizzare il consumo di CPU e il traffico dei dati in entrata e uscita dal server.

Oltre alle metriche di utilizzo è possibile controllare eventuali errori legati al nostro sistema o istanza, questo è molto utile per essere avvisati in anticipo di un’eventuale guasto generale dell’istanza, infatti se vediamo che ci sono degli errori di sistema ricorrenti è meglio riavviare l’istanza e farci assegnare un’altra risorsa virtuale.

Guida completa su AWS

Questo articolo appartiene ad una serie di pubblicazioni che costituiscono una guida completa dedicata agli Amazon Web Services. Molti servizi che trattiamo in questo blog vengono anche spiegati con dei video che trovate nel nostro canale youtube. Se volete seguire questo percorso didattico iscrivetevi alla community Cloud AWS.

1 Commento

  1. Finalmente un servizio semplice, sono sempre stato tentato di usare gli Amazon Web Services ma non mi sentivo al sicuro per le complesse configurazioni necessarie. Infatti uso molto le VPS di altri provider.

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